Chi non ha letto il libro di Alice nel paese delle meraviglie e ha solo visto il più ahimè famoso cartoon disney non potrà capire quanto nel fantastico racconto di Lewis Carroll ci sia una dimensione horror e inquietante.
Un'altra cosa di cui ci si può accorgere è che Wonderland è molto simile all'Italia.
Intanto la parola "wonderland" è la seconda scelta, infatti in origine il libro si doveva chiamare Alice's Underground, e già qui le cose cambiano, perchè se a uno dici" vai nel paese delle meraviglie" ti ci va subito, ma se gli dici "vai sottoterra", forse ci pensa su un attimo.
Ma dopotutto Wonderland è underground, è sotto terra, perchè Alice cade nella tana del coniglio e cade cade e cade per km infiniti. Sotto la bella parola wonderland si cela il lato horror di un paese fantastico.
Sotto la parola Italia si cela il lato horror, l' italietta.
Noi un giorno ci siamo addormentati e non ci siamo più svegliati, abbiamo iniziato a cadere in un buco senza fondo, per toccarlo il fondo in questi giorni.
Il mondo di Alice e il nostro è un mondo di paradossi:
Alice va dal cappellaio matto il quale le rivolge un indovinello: "Perchè un corvo somiglia a uno scrittoio?" La bimba ci pensa un po' su ma si arrende e chiede la risposta che è "Non ne ho la minima idea". Il cappellaio pone un indovinello senza risposta cioè il massimo del paradosso, fino a ora però, perchè il massimo del paradosso ora è un corrotto di cui non si conosce, o meglio, si fa finta di non conoscere il corruttore. Appunto un corrotto senza corruttore.
Alice incontra poi la regina rossa: "Quando parli di colline io potrei mostrarti colline al cui confronto questa la chiameresti una vallata" Alice risponde:"No non lo farei, una collina non può essere una valle, sapete. Sarebbe un nonsenso" La regina ribatte "Puoi chiamarlo un nonsenso se vuoi, ma io ho udito nonsensi al cui confronto questo è sensato come un dizionario". Alice pone come tesi l'ogettività che una collina ovviamente non può essere una valle, la regina controbatte in modo del tutto arbitrario senza spiegare la sua tesi. Alice può solo accettare di malgrado perchè anche se non realtà non è, lì a wonderland lo è. E lo stesso qui in Italia: ciò che nel resto del mondo NON PUò ESSERE qui nel bel paese DEVE ESSERE.
E così si potrebbe continuare per ogni personaggio del romanzo, ma preferisco fermarmi.
Vi consiglio di leggere il libro e fare i paragoni.
Se fosse ancora vivo dovremmo dire a Carroll che il paese da lui creato esiste davvero nella realtà: La sua Alice si è trasformata in una moltitudine di persone, mentre i suoi personaggi, dal cappellaio allo stregatto, dal cavaliere alla regina vengono interpretati da un unico grande attore.
I due libri "Alice in wonderland" e "Dietro lo specchio" si concludono entrambi con il risveglio della bambina, speriamo che sia così anche per noi.
Un'altra cosa di cui ci si può accorgere è che Wonderland è molto simile all'Italia.
Intanto la parola "wonderland" è la seconda scelta, infatti in origine il libro si doveva chiamare Alice's Underground, e già qui le cose cambiano, perchè se a uno dici" vai nel paese delle meraviglie" ti ci va subito, ma se gli dici "vai sottoterra", forse ci pensa su un attimo.
Ma dopotutto Wonderland è underground, è sotto terra, perchè Alice cade nella tana del coniglio e cade cade e cade per km infiniti. Sotto la bella parola wonderland si cela il lato horror di un paese fantastico.
Sotto la parola Italia si cela il lato horror, l' italietta.
Noi un giorno ci siamo addormentati e non ci siamo più svegliati, abbiamo iniziato a cadere in un buco senza fondo, per toccarlo il fondo in questi giorni.
Il mondo di Alice e il nostro è un mondo di paradossi:
Alice va dal cappellaio matto il quale le rivolge un indovinello: "Perchè un corvo somiglia a uno scrittoio?" La bimba ci pensa un po' su ma si arrende e chiede la risposta che è "Non ne ho la minima idea". Il cappellaio pone un indovinello senza risposta cioè il massimo del paradosso, fino a ora però, perchè il massimo del paradosso ora è un corrotto di cui non si conosce, o meglio, si fa finta di non conoscere il corruttore. Appunto un corrotto senza corruttore.
Alice incontra poi la regina rossa: "Quando parli di colline io potrei mostrarti colline al cui confronto questa la chiameresti una vallata" Alice risponde:"No non lo farei, una collina non può essere una valle, sapete. Sarebbe un nonsenso" La regina ribatte "Puoi chiamarlo un nonsenso se vuoi, ma io ho udito nonsensi al cui confronto questo è sensato come un dizionario". Alice pone come tesi l'ogettività che una collina ovviamente non può essere una valle, la regina controbatte in modo del tutto arbitrario senza spiegare la sua tesi. Alice può solo accettare di malgrado perchè anche se non realtà non è, lì a wonderland lo è. E lo stesso qui in Italia: ciò che nel resto del mondo NON PUò ESSERE qui nel bel paese DEVE ESSERE.
E così si potrebbe continuare per ogni personaggio del romanzo, ma preferisco fermarmi.
Vi consiglio di leggere il libro e fare i paragoni.
Se fosse ancora vivo dovremmo dire a Carroll che il paese da lui creato esiste davvero nella realtà: La sua Alice si è trasformata in una moltitudine di persone, mentre i suoi personaggi, dal cappellaio allo stregatto, dal cavaliere alla regina vengono interpretati da un unico grande attore.
I due libri "Alice in wonderland" e "Dietro lo specchio" si concludono entrambi con il risveglio della bambina, speriamo che sia così anche per noi.
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